alba e tramonto
sgarbate strepitano
le oche selvatiche
venute dallo stagno-
all'alba e al tramonto
traversano il cielo
a gruppi piccoli,
grandi
anche da sole-
spigolano chicchi e paglia
rimasti sui campi
dopo il taglio-
fanno chiasso, non festa,
hanno fame, l'urlano,
se la dicono
se la raccontano l'un l'altra-
s'abbattono
sul campo secco e giallo-
sono una massa immobili e lontana-
selvatica è la fame
Sole mattutino
nel sole mattutino
pesanti e lenti
nove rintocchi di campane
marchiano il giorno-
gli fan eco
galline, cinguettii diversi
un trapano nel muro
la tortora lassù sul filo
il mio respiro
l'aria fresca
che arriva nelle stanze-
lo scricchiolio del legno
il mio sguardo al quaderno
e poi agli alberi
pieni di sole e ombre-
e l'abbaiar di un cane
che invano chiama
Notte
sagome nere
e stelle-poche-
lucenti in un cielo nero-
una stella grande, gialla
all'altezza del mio sguardo
splende
come mi guardasse,
guardasse proprio me-
empaticamente-
forse è così,
è rivolta a me
questa luce gialla
calda nel buio
finalmente fresco
delle quattro appena rintoccate
da una campana
dura, antica
suonata
da un qualche fantasma
insonne-
il cane sotto le stelle-
sagoma nera
tra sagome nere-
respira forte-
aleatorio l'alberello
davanti ad un lampione pallido-
unica cosa chiara
di questo
nero mattutino
ombra, nube, vento
c'è un'ombra-
come un ladro agisce di sbieco
tra i mattoni rossi
e i rami tozzi e bassi
del melograno-
si muove furtiva e si nasconde
come volesse prenderti alle spalle-
in alto
bianche nubi di pioggia
elettriche e tuonanti
fuggono il cielo-
il vento soffia libero
come in un giardino
da tempo abbandonato
Bruma di Luglio
densa una bruma bianca
incollata al campo di grano
appena mietuto-
all'orizzonte
una luce gialla, rossa
sfuma senza stupore-
cerco il buio, il sonno,
la pace-
forse la fine
di questa inutile scrittura
Notte e suoni
ritmica voce dell'uccello notturno-
è un voltar pagina
un segnale
un cifrario-
s'interrompe, riprende
ma più lento e lontano-
legnoso perde il ritmo,
tentenna, forse è stanco-
lontano l'orizzonte
è una laguna chiara-
vicino un camion sbuffa-
nubi copron le stelle,
due riappaiono
simmetriche, vicine,
più in alto un'altra-
la luce all'orizzonte diventa cupa
marrone come fosse terra di Marte-
un lungo intenso sospiro
e il camion tace
Il caldo addosso
Mi ricorda un tempo
il vento-
il vento ricorda un tempo-
il vento è il tempo
mentre scorre
mentre scivola
come una piccola
cascata azzurrina
sul mio viso-
il vento è tempo
mentre scorre-
vento di pianura
pacifico
pacificato
esule dal mare
esule dalle montagne-
come il tempo scorre
passa
ritorna
ma non è più lo stesso
esercizio al mio corso di scrittura del 6 settembre:
cosa voglio raccontare a qualcuno
in questo momento
il mio testo
che faceva tanto caldo
e sembrava durare per sempre
e invece
guarda é quasi il tramonto
e fa più fresco-
nulla dura
resta
permane-
e allora
a che pro vivere?
cielo
guardando il cielo immenso
di nubi psichedeliche
senti
con angoscia e meraviglia,
con attrazione,
che nulla davvero esiste
Campagna
sole di luglio-
spira un vento
chiaro, leggero, fresco-
anima i girasoli
l'erba medica
e i fossi erbosi-
dai finestrini
non vedi niente
e pensi
a una campagna solitaria,
al caldo,
al sole accecante
grande in mezzo
al cielo senza nubi-
se cammini o pedali in bicicletta,
se osservi e odi
quel che succede intorno,
senti strane presenze
tra gli alberi, i cespugli
le foglie del sorgo-
pensi sia il vento-
invece sono mille vite
che sbucano
improvvise da un cespuglio
rumoreggiando
furiosamente-
oppure é un luì
piccolissimo
che vola e strepita
a strappi, singulti
come chi ha perso tutto
o il nido affettuoso-
poi improvviso
il gran getto d'acqua
fresco d'arcobaleno
coi suoi colori antichi-
poi c'é la terra viva
già rivoltata
a grandi zolle umide e lucenti-
e l'ombra
della pila del fieno
dove vorrei
sedermi, rifugiarmi
nascondermi-
infine
la gran sorpresa
del nero stormo
che entra - esce
dal campo fitto, verde, alto
per poi tuffarsi tra i girasoli
tutto insieme o a gruppi-
là dentro migliaia di occhi
cercano cibo, acqua, rifugio
nessuno potrà dire:
campagna desolata e vuota