Suoni altissimi, roboanti, urlati-
mille trombe squarciano un’aria spessa
dove non c’è più spazio-
una canzone canta il cuore immacolato-
l’egoismo per me è un suono piatto
sottile, soffiato appena
come un venticello che passa-
s’alza il volume,
le trombe scalzano le voci-
era un parlato melodico,
s’è perso nel bianco della voce infantile-
c’è un violino
che vuole superare le mille trombe
e un contrabbasso gigantesco, gutturale
che arriva più in basso, oltre il quadro
e un sole bianco che chiama-
è un jazz stanco, chiazzato
che non si governa più-
note alte come zigomi-
la coltre del piano li azzera tutti