Visione
E mentre percorro la rotonda
e faccio passare bimbo e babbo sulle strisce-
e mentre ascolto
una musica romantica
che non fa vibrare le cose
ma le lascia semplicemente andare-
e mentre alla radio
trasmettono un'intelligente intervento
sulla buona educazione-
sogno e mi vedo
con un borsone blu e un sacco a pelo-
barbona per le strade fangose del mondo-
nelle strade di città che odio
senza natura, poesia, amore
A stomaco vuoto
Una ragazza
bella, giovane, vincente
fischia in mezzo a due maschi adulti-
una donna un po’ anzianotta
con una minigonna grigia
gambe rosse
impressionanti, malate
arranca zoppicando-
una giovane mesciata
vuol convincerlo
che il marito la tradisce-
io cammino
col mio pacco giallo
di speranze-
bei tipi, brutti tipi
tette di fuori e no-
quanta gente mangia fuori all’una-
certi però mangiano
dal cartoccio argentato-
un monumento
un maglione bianco
un odore dolce
pulito da parrucchiere-
uno che t’assomiglia
è tuo fratello?-
non è vero che son tutti vecchi
non è vero che son tutti tristi
ma certi sì-
c’è una tutta grigia in faccia
due poverine mangiano insalata e smog-
una è diffidente
un altro è spaesato-
una parla con la mamma al cellulare
e la odia-
nella vetrina capre, mani lunghe
piedi piccoli-
c’è la borsa argentata-
odore di ragù per tutto il portico-
“ a meno che non vada al Pam…”
armonie naturali-
“ ciaaaao”
strade
dalle finestre aperte
dalle tende arrotolate
esce musica strana
che sa di lontano
di stanze arrangiate
trascurate
vuote
senza cucine prefabbricate
mobili di pregio-
dove il soffitto
è troppo basso
il pavimento
è rosso sconnesso
lustrato
una volta a olio-
musica
dalla mussola
che il vento non solleva-
stanze
senza romanzi
qualche emozione
che viene dalla musica
che arriva nella strada
stretta-
tante finestre
pochi negozi
nessuno che cammini-
solo un barista sgualcito-
solo la musica
sottile, lontana
consistente e vera-
la strada è stretta
le finestre tante-
oltre
c'è l'altro mondo
poche finestre
lo spazio è per le strade
larghe come lavagne
come fiumi tropicali
come grigi ponti sospesi
come vino annacquato
come sperduto luogo
dove non arrivano
nè musica nè visi.
Beato te Kerouac
che nel tuo mondo antico
descrivi visi-
tanti, diversi
che raccontano
la loro grande storia-
io vedo solo
volti bianchi
che non parlano
che non sanno parlare-
solo soffrire.
Bologna
sulla città
corto sole che muore-
sui tetti, gli abbaini
le belle altane dalle tende rosse-
s'esalta un cielo
cupo- cobalto
drammatico, umano-
da dramma umano, dico.
Questa città
di vecchi mangiatori
non ci piace-
ci guardiamo intorno
con aria spaurita,
euforia strana
che ci coglie
preparati, assoluti
assenti-
scaglie d'un tempo
che da troppo è passato.
Portami lontano-
alzami alla tua altezza.
chissà com'è Bologna-Marrakesh