ombra, nube, vento
c'è un'ombra-
come un ladro agisce di sbieco
tra i mattoni rossi
e i rami tozzi e bassi
del melograno-
si muove furtiva e si nasconde
come volesse prenderti alle spalle-
in alto
bianche nubi di pioggia
elettriche e tuonanti
fuggono il cielo-
il vento soffia libero
come in un giardino
da tempo abbandonato
Ho visto il cielo
aprirsi dopo l'alba
a un chiarore lunare-
oltre un'aria cupa, cobalto,
si mangia tutta la luce-
a volte accarezzo i miei pensieri-
li cullo invece di ignorarli,
mi curo di loro
un cielo troppo chiaro
c'é un cielo oggi
chiaro, profondo-
un abisso insondabile,
misterioso, angosciante
troppo per noi grande-
in cima vola
un oggetto metallico
che si fascia
ad un tratto di sole-
vola veloce
verso chissà quali avventure,
incontri-
l'America magari,
N.Y magari-
quella dei mie
antichi fratelli
che proprio stamattina
ho visto
in un film noioso:
Pull my daisy-
ma c'erano alcuni di loro
e c'erano i loro miseri
affascinanti oggetti,
piatti, una cucina,
una porta
che s'é aperta:
volti gioioso,
lisci, parlanti, sorridenti-
in un altro misterioso film
c'era Neal
nella sua camicia stretta,
nella sua disinvolta velocità-
accanto ad un Allen
barbuto, lento
con una gran camicia bianca.
Guardo quell'oggetto
metallico e veloce
che corre
così tanto, troppo in alto nel cielo
e penso a voi
a voi sempre
cielo d'inverno
dentro di me ascolto
il cielo mattutino,
calmo, chiaro e celeste
come un mantello
che guarisce e sazia
benedice e consola
e sfiora appena-
intanto altrove, sulla terra
mille foglie secche
grandi, tonde, ovali
si spargono come frutti
o regali non chiesti,
insperati
ma ben accolti-
il tormento si condanna da solo
ali di rondini
Ali di rondini, piccole, rigide, come di ferro nero. Si fan portare in alto in alto,
troppo, nel cielo azzurro di vento. Più in alto delle rondini, nel grande azzurro
c'è solo qualche nube, di passaggio, che s'è persa. Hanno un cielo grande
senza orizzonte, hanno un cielo grande, celeste del manto santo, hanno le
rondini, poche, 5 o 6, hanno le rondini dalle ali rigide di metallo, hanno
a disposizione un intero cielo, limpido ma troppo, chiaro, dilavato dal vento che
ora con l'ultime nubi se le porta via lontano.
il cortile
la terra, la nebbia
il prato-
alto limpido è solo il cielo
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l'albero
come mani verso l'alto in cielo rami arcuati con gemme già spuntate un albero all'incontrario un salice che alza i suoi rami ma son rigidi con gemme rosse rami appuntiti volti verso il cielo chiedono benedizione aiuto ma l'angelo bianco rimane a terra non spicca il volo come l'albero nero con le gemme rosse che ha agganciato il cielo ha agguantato l'aria l'ha arpinata ha arpinato l'aria ci si aggrappa come volessero quei rami ricurvi verso il cielo salire salire e oltre le nuvole fermarsi forse a guardare in giù ma gli alberi hanno radici in terra e anche gli angeli.