un blog di poesia e prosa spontanea

"Non ho nemmeno un seme quando comincio. E' come partire da zero" Keith Jarrett

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Utente: Ljubas
Nome: Dianella Bardelli
amo scrivere haiku, poesie e romanzi ; mi piace molto scrivere testi d'improvvisazione e di prosa e poesia spontanea; i miei scrittori preferiti sono , Kerouac eDostoevskji ; al momento i miei poeti preferiti sono Baudelaire e Rimbaud, Whitman, Ginsberg; ho pubblicato presso l'editore Raffaelli di Rimini una raccolta di poesie dal titolo: " Vado a caccia di sguardi"; presso l'editore Giraldi di Bologna è uscito un mio romanzo da titolo " Vicini ma da lontano"

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sabato, 16 maggio 2009

 

yeshe

(Ascoltando una registrazione del 1980 di Lama Thubten Yeshe)

****************

Basta?


Hanno sonno, fame? E' prima mattina?
Hanno freddo- per me hanno freddo-
arrivano dalla città-
hanno dormito nel loro furgone colorato
a fiori e strisce-
bambini dormono in braccio a ragazze di capelli spettinati lunghi-
Una si chiama Valeria- io sono Valeria-voglio essere Valeria-
ora il maestro parla-prima sospira-tossisce-
ha mal di gola? O è malato nei polmoni?
Parla sottovoce-emozionato davanti davanti ai suoi discepoli,
che lui ama-
parecchi hanno mal di gola- sarà-il clima-
pregare-avere beneficio-avere una realtà-
uccellini, bimbi che urlano ma da lontano-
ridono sempre-Ia now..-
forse non ha voglia di insegnare-
tuona abbastanza vicino-
ci sono degli ammalati-
“la realtà è il punto”-
in questo modo...
è giusto questo-
ridono, sono bambini davanti al grande nuovo gioco-piove-
le prime gocce i tuoni-


davanti al nuovo grande gioco
piove-
le prime gocce
i tuoni
animali, bambini, riti


“l'idea di creazione”-
“ la mente crea la paura”
della mente
delle parole della mente-
“ la mente in se stessa è uno specchio”-
il mio specchio non mi piace-
la mia mente non mi piace-
tuona, come faranno a tornare a casa?
Assorbire la spazzatura-
la mente chiara assorbe spazzatura-
la gente dell' Imalaya-
contemplare-
di cosa ridono?
Chi piange? Un gatto?
Come sei ragazzo che traduci?
E oggi come sei?
Cosa hai capito?
Di tutto questo?
Oggi cosa hai capito?-
gocce di pioggia pesanti
come condanne-
flusso della mia vita-
il mio corpo
gli occhi
basta?
Applaudono perché piove


postato da: Ljubas alle ore 18:18 | link | commenti (2)
categorie: buddismo, improvvisazione di poesia sponta, lama yeshe
martedì, 21 ottobre 2008

L’antica prigione

È un’antica prigione

un fossile stretto nel marmo,

nell’acciaio-

un essere primordiale

arcaico

inattaccabile

indistruttibile-

sopravvissuto

alle ere

alle geografie

alle geologie

al turbine del tempo-

alle maree

tifoni, tzunami-

alla bomba della compassione,

dell’amore,

dell’attenzione-

alla devozione ai maestri

ai loro molteplici insegnamenti

ai libri di Dharma

ai colloqui individuali

alle chiacchiere coi Sangha

di qui e di là-

alla dolcezza alcune volte

nell’ empatia

nella connessione spirituale-

di cosa parlo?

del mio Ego, naturalmente

domenica, 15 giugno 2008

Lama YesceAscoltando le parole di Lama Yesce da una registrazione del 1980

Sembra fare mmh…mmh…batte sulla coscia la mano sottolinea e poi tuona tuona nei cieli dell’Himalaya ok ok stt stt - abbiamo la vita - tuona tuona - abbiamo un corpo - basta? Ridono-  ridi Lama e io ti voglio bene - tuona tuona nero lassù in alto in alto sulla montagna alta nera - in cima la neve - grosse gocce grosse gocce tutto intorno un cemento che diventa scuro scuro d’acqua - pioggia che lava e mi lava – lava la mia mente stupida e ottusa – tuona tuona – dice grazie lui dice grazie a noi – sono triste ho un peso qui nel mio stomaco – stomaco stonato conturbato pieno che non si svuota il maledetto e inspiro e espiro piena di speranza e illusione e paura e vedo vedo ma più che altro sento qualcosa che c’è ma si nasconde dietro quel muro di mattoni – vecchio muro di mattoni leggero dice lui – sono leggero dice lui sono leggero – non è vero è alto e duro indistruttibile e di là – di là – oh di là è un prato fiorito ma invisibile e c’ é la risposta e forse c’è Dio in persona – un Dio che io non vedrò mai perché non ho occhi per vedere e un’anima piccola – piccina piccina – basta! – quella risata la sua e dei giovani discepoli – quando anch’io quando anch’io Lama quando? - non è chiedendo né pregando né implorando né inginocchiandomi che avrò un solo giorno un solo giorno di completa gioia senza: dubbi – colpa – ansia – e tutto il resto – dolore come Jack – basta esprimerlo? – su e giù e su e giù avanti e indietro avanti e indietro avanti e indietro un passo avanti e dieci indietro e nello stomaco questa pena – oscilla nel sole l’arbusto  le foglie così luminose  un po’ di luce – c’è uno spazio tondo dentro di me nel centro dello stomaco – ruota ruota gira come impastasse impastasse una cosa rossa che ruota ruota e io non so cos’è cosa macina cosa pesta ruota poi sfreccia veloce fuori di me e si perde nell’aria – e io non so perché

postato da: Ljubas alle ore 17:14 | link | commenti
categorie: buddismo, prosa spontanea, lama yesce
domenica, 18 maggio 2008

ore 5,45

c'é il fresco del mattino
e c'é la mia paura
sconosciuta, presente
pesante, sempre con me-
e c'é Lama Yeshe
e c'é il cinguettio
delle 5,45
che non é quello delle 7
men che meno quello delle 8-
e c'é la coperta di lana
sulle gambe
e c'é il mal  di testa
che rimane anche
lui con me sugli occhi
e sulla fronte
e c'é il computer
che s'agita e emette
suoni metallici
e c'é la bruma rosa
all'orizzonte
e c'é la sazietà della colazione
del pane e del burro-
dice Lama Yeshe
avete il pane
avete il burro
ma questo vi basta?
a quest'ora sì
forse mi basta
ma invece no
perché mi bastasse
non sarei qui a scriverne-
scrivere
é scrivere l'assenza-
ho più morti accanto
che i vivi
parlo più con i morti
che con i vivi
imparo più
dai morti che dai vivi-
ho più amici tra i morti
che tra i vivi
ad esempio:
Lama Yeshe, Kerouac,
Ginsberg, Burroughs,
Corso, Dostoevskji
Tolstoj, Pasternak, Exupery,
Slovskij, Maiakovskij-
da loro proviene il calore
da me il calore verso di loro
é una specie di Tong-Len

postato da: Ljubas alle ore 09:28 | link | commenti (4)
categorie: maestri, buddismo, improvvisazione di poesia sponta
venerdì, 09 maggio 2008

nel Gompa

anime come
il pulviscolo-
scendon veloci o lente-
in mezzo anch'io

postato da: Ljubas alle ore 18:03 | link | commenti
categorie: buddismo, improvvisazione di poesia sponta, gompa
domenica, 04 maggio 2008

alle sette del mattino

in mezzo al petto
una farfalla bianca
s'agita, ha fame, piange-
c'é un mondo
che si muove
fuori nel parco-
cura, nutre, mangia-
maestri e inseguitori
vanno in fila ad ogni tocco
mangiano un pane amaro-
a meno che
ci sia in fondo al bosco
una radura
illuminata piccola-
sto io laggiù
seduta come ora-
sola nella radura
dal sole illuminata
postato da: Ljubas alle ore 08:28 | link | commenti (1)
categorie: buddismo, meditazione, improvvisazione di poesia sponta
sabato, 03 maggio 2008

impermanenza

sotto le acacie e i pini
c'é la bellezza dell'impermanenza-
nel casuale andare e venire
del vento sui rami, sulle palme,
nel comparire delle farfalle,
 nel rullio costante
della ruota delle infinite preghiere
e nel gutturale amore
dei colombi-
e la mia morte?
anche quella,
anche quella
postato da: Ljubas alle ore 19:23 | link | commenti
categorie: poesia, buddismo, impermanenza, pomaia
venerdì, 02 maggio 2008

rondini

sul monastero
vigilano intreccian ombre
rondini e colombi-
le pietre,gli alberi
soli, semplicemente-
in silenzio-
come ogni altro giardino
o aiula o fiore-
dopo la notte
dopo la pioggia-
la ghiaia spenta
scricchiola
e sempre sempre
van le rondini
dal sottotetto al cielo

postato da: Ljubas alle ore 12:31 | link | commenti (2)
categorie: poesia, buddismo, pomaia
giovedì, 24 gennaio 2008

meditando

farsi pietra
senza pensieri
acqua, raggio di sole
mutevole zolla
o pipistrello
o magia del gatto-
ma meglio di tutto nube

postato da: Ljubas alle ore 10:10 | link | commenti (1)
categorie: buddismo, meditazione, improvvisazione di poesia sponta
sabato, 13 ottobre 2007

il tempio

l'azzurro sceglie d'esser cielo
e quindi cosmo immenso,
sapore d'infinito,
sospeso vuoto chiaro-
il rosso ride
nei riquadri sgargianti,
nei nastri appesi,
nelle stoffe voluminose ed ampie-
l'oro é opaco
e ha molte ombre
postato da: Ljubas alle ore 21:19 | link | commenti
categorie: poesia, tempio, buddismo