
(Ascoltando una registrazione del 1980 di Lama Thubten Yeshe)
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Basta?
Hanno sonno, fame? E' prima mattina?
Hanno freddo- per me hanno freddo-
arrivano dalla città-
hanno dormito nel loro furgone colorato
a fiori e strisce-
bambini dormono in braccio a ragazze di capelli spettinati lunghi-
Una si chiama Valeria- io sono Valeria-voglio essere Valeria-
ora il maestro parla-prima sospira-tossisce-
ha mal di gola? O è malato nei polmoni?
Parla sottovoce-emozionato davanti davanti ai suoi discepoli,
che lui ama-
parecchi hanno mal di gola- sarà-il clima-
pregare-avere beneficio-avere una realtà-
uccellini, bimbi che urlano ma da lontano-
ridono sempre-Ia now..-
forse non ha voglia di insegnare-
tuona abbastanza vicino-
ci sono degli ammalati-
“la realtà è il punto”-
in questo modo...
è giusto questo-
ridono, sono bambini davanti al grande nuovo gioco-piove-
le prime gocce i tuoni-
davanti al nuovo grande gioco
piove-
le prime gocce
i tuoni
animali, bambini, riti
“l'idea di creazione”-
“ la mente crea la paura”
della mente
delle parole della mente-
“ la mente in se stessa è uno specchio”-
il mio specchio non mi piace-
la mia mente non mi piace-
tuona, come faranno a tornare a casa?
Assorbire la spazzatura-
la mente chiara assorbe spazzatura-
la gente dell' Imalaya-
contemplare-
di cosa ridono?
Chi piange? Un gatto?
Come sei ragazzo che traduci?
E oggi come sei?
Cosa hai capito?
Di tutto questo?
Oggi cosa hai capito?-
gocce di pioggia pesanti
come condanne-
flusso della mia vita-
il mio corpo
gli occhi
basta?
Applaudono perché piove
L’antica prigione
È un’antica prigione
un fossile stretto nel marmo,
nell’acciaio-
un essere primordiale
arcaico
inattaccabile
indistruttibile-
sopravvissuto
alle ere
alle geografie
alle geologie
al turbine del tempo-
alle maree
tifoni, tzunami-
alla bomba della compassione,
dell’amore,
dell’attenzione-
alla devozione ai maestri
ai loro molteplici insegnamenti
ai libri di Dharma
ai colloqui individuali
alle chiacchiere coi Sangha
di qui e di là-
alla dolcezza alcune volte
nell’ empatia
nella connessione spirituale-
di cosa parlo?
del mio Ego, naturalmente
Ascoltando le parole di Lama Yesce da una registrazione del 1980Sembra fare mmh…mmh…batte sulla coscia la mano sottolinea e poi tuona tuona nei cieli dell’Himalaya ok ok stt stt - abbiamo la vita - tuona tuona - abbiamo un corpo - basta? Ridono- ridi Lama e io ti voglio bene - tuona tuona nero lassù in alto in alto sulla montagna alta nera - in cima la neve - grosse gocce grosse gocce tutto intorno un cemento che diventa scuro scuro d’acqua - pioggia che lava e mi lava – lava la mia mente stupida e ottusa – tuona tuona – dice grazie lui dice grazie a noi – sono triste ho un peso qui nel mio stomaco – stomaco stonato conturbato pieno che non si svuota il maledetto e inspiro e espiro piena di speranza e illusione e paura e vedo vedo ma più che altro sento qualcosa che c’è ma si nasconde dietro quel muro di mattoni – vecchio muro di mattoni leggero dice lui – sono leggero dice lui sono leggero – non è vero è alto e duro indistruttibile e di là – di là – oh di là è un prato fiorito ma invisibile e c’ é la risposta e forse c’è Dio in persona – un Dio che io non vedrò mai perché non ho occhi per vedere e un’anima piccola – piccina piccina – basta! – quella risata la sua e dei giovani discepoli – quando anch’io quando anch’io Lama quando? - non è chiedendo né pregando né implorando né inginocchiandomi che avrò un solo giorno un solo giorno di completa gioia senza: dubbi – colpa – ansia – e tutto il resto – dolore come Jack – basta esprimerlo? – su e giù e su e giù avanti e indietro avanti e indietro avanti e indietro un passo avanti e dieci indietro e nello stomaco questa pena – oscilla nel sole l’arbusto le foglie così luminose un po’ di luce – c’è uno spazio tondo dentro di me nel centro dello stomaco – ruota ruota gira come impastasse impastasse una cosa rossa che ruota ruota e io non so cos’è cosa macina cosa pesta ruota poi sfreccia veloce fuori di me e si perde nell’aria – e io non so perché
ore 5,45
c'é il fresco del mattino
e c'é la mia paura
sconosciuta, presente
pesante, sempre con me-
e c'é Lama Yeshe
e c'é il cinguettio
delle 5,45
che non é quello delle 7
men che meno quello delle 8-
e c'é la coperta di lana
sulle gambe
e c'é il mal di testa
che rimane anche
lui con me sugli occhi
e sulla fronte
e c'é il computer
che s'agita e emette
suoni metallici
e c'é la bruma rosa
all'orizzonte
e c'é la sazietà della colazione
del pane e del burro-
dice Lama Yeshe
avete il pane
avete il burro
ma questo vi basta?
a quest'ora sì
forse mi basta
ma invece no
perché mi bastasse
non sarei qui a scriverne-
scrivere
é scrivere l'assenza-
ho più morti accanto
che i vivi
parlo più con i morti
che con i vivi
imparo più
dai morti che dai vivi-
ho più amici tra i morti
che tra i vivi
ad esempio:
Lama Yeshe, Kerouac,
Ginsberg, Burroughs,
Corso, Dostoevskji
Tolstoj, Pasternak, Exupery,
Slovskij, Maiakovskij-
da loro proviene il calore
da me il calore verso di loro
é una specie di Tong-Len
rondini
sul monastero
vigilano intreccian ombre
rondini e colombi-
le pietre,gli alberi
soli, semplicemente-
in silenzio-
come ogni altro giardino
o aiula o fiore-
dopo la notte
dopo la pioggia-
la ghiaia spenta
scricchiola
e sempre sempre
van le rondini
dal sottotetto al cielo
meditando
farsi pietra
senza pensieri
acqua, raggio di sole
mutevole zolla
o pipistrello
o magia del gatto-
ma meglio di tutto nube