un blog di poesia e prosa spontanea

"Non ho nemmeno un seme quando comincio. E' come partire da zero" Keith Jarrett

Chi sono

Utente: Ljubas
Nome: Dianella Bardelli
amo scrivere haiku, poesie e romanzi ; mi piace molto scrivere testi d'improvvisazione e di prosa e poesia spontanea; i miei scrittori preferiti sono , Kerouac eDostoevskji ; al momento i miei poeti preferiti sono Baudelaire e Rimbaud, Whitman, Ginsberg; ho pubblicato presso l'editore Raffaelli di Rimini una raccolta di poesie dal titolo: " Vado a caccia di sguardi"; presso l'editore Giraldi di Bologna è uscito un mio romanzo da titolo " Vicini ma da lontano"

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domenica, 27 settembre 2009

 

A Monte Sole


A Monte Sole

l'ho sentito tuonare” Non si torna indietro!

Non si torna indietro!”-

due, tre volte

non so, non ricordo-

ricordo però la sua voce

tremante

non per l'età

ma per quel che costa a tutti

non tornare indietro-
------------------------------

per quelle parole

e per mie riflessioni

vedo dietro di me

delle tappe precise:

puntuali lunghi, inutili tragitti-

come quando

cercando una scorciatoia

si allunga l'arrivo di ore-
---------------------------------

non si torna indietro!

Tuonò quel pomeriggio Arturo Paoli

e mi colpì anche il tono,

come un avvertimento

come una sirena d'allarme

che annuncia catastrofi, terremoti

che una volta capitati, visti, vissuti,

devono essere attraversati

perché indietro

dove ci sono terremoti peggiori

non si può tornare
----------------------------------

una voce così

in un corpo così debole

non l' avevo mai

né visto né sentita-

almeno lui,

di sicuro,

è fatto di spirito



lunedì, 21 settembre 2009

 

Il profeta

Una voce tonante
col tremore
non dell'età
ma del pensiero,
del pensiero ardito

postato da: Ljubas alle ore 13:54 | link | commenti
categorie: improvvisazione di poesia sponta
domenica, 20 settembre 2009

 

La nuvola


In mezzo al cielo
s'allunga una nuvola-
è una spina dorsale
con una coda
che sottile ondeggia-
vellutata bianca bellezza
che sfama il vento
perde le ossa
e diventa piuma

postato da: Ljubas alle ore 16:02 | link | commenti
categorie: poesia, nubi
mercoledì, 16 settembre 2009

Muri
Steccati, muri
ondeggiar di rapporti
vanno, vengono
come il vento passano-
stagnano
muoiono
finiscono
diventano spazzatura-
maturano
marciscono
emozionano per un'ora o due-
poi di nuovo
separazione, siepi
alberi troppo alti
strade troppo larghe
lingue diverse
menti diverse-
umanità distorta
rarefatta o immobile
che non comunica-
si diceva una volta-
che non è attrezzata per farlo-
siamo esseri sociali
per necessità-
per amore, soli
postato da: Ljubas alle ore 17:49 | link | commenti (2)
categorie: improvvisazione di poesia sponta
lunedì, 14 settembre 2009

La scrittura

Da Jack ho imparato
che la scrittura
é nostalgia del Tempo,
dell'eternità
del non avere poteri illimitati,
dell'avere solo
parole per la magia
che è un potere piccolo
e che non ti fa vedere Dio

postato da: Ljubas alle ore 14:40 | link | commenti
categorie: scrivere, improvvisazione di poesia sponta
sabato, 12 settembre 2009

Smarrirsi

non ho terra
che mi curi
non ho mare
che mi guidi-
giaccio dentro di me
senza orizzonte

postato da: Ljubas alle ore 15:27 | link | commenti
categorie: improvvisazione di poesia sponta
martedì, 08 settembre 2009

 

alba e tramonto


sgarbate strepitano
le oche selvatiche
venute dallo stagno-
all'alba e al tramonto
traversano il cielo
a gruppi piccoli,
grandi
anche da sole-
spigolano chicchi e paglia
rimasti sui campi
dopo il taglio-
fanno chiasso, non festa,
hanno fame, l'urlano,
se la dicono
se la raccontano l'un l'altra-
s'abbattono
sul campo secco e giallo-
sono una massa immobili e lontana-
selvatica è la fame

postato da: Ljubas alle ore 15:29 | link | commenti
categorie: poesia, estate, alba, tramonto, settembre, wilderness, oche selvatiche
sabato, 05 settembre 2009

 

Per Nanda e per Neal


Benevola fucina
inarrestabile portavalori
murale consolidato
straniero in patria-
alla portata del mondo minerale
conteso
conterraneo di molti amici
fratello gemello
di uno ammalato d'amore
solidale eterno giovane-
fai pure, fai pure-
non vergognarti delle tue qualità migliori-
i santi, sai, fanno miracoli
anche piccoli, anche invisibili
ai fragili precari
abitatori della terra-
combattuti tra due mondi
inascoltati messaggeri
stabili portatori
d'acqua salmastra blu
architetti di bianchi
castelli di ghiaccio-
facilmente sorgono
dai deserti di conchiglie
e polvere d'oro-

il sole
quando lo chiama qualcuno
dall'albero d'acciaio e cemento
stufo di tanto amore
si libera di quel fardello

martedì, 01 settembre 2009

 

Chiesa romanica di S. Pietro e Paolo di Roccalbegna


Calma, spoglia, densa-
il sacro, il centro di luce
è la finestrella
dietro il crocifisso
trafitto, sofferente
bianco di morte-
il telo sottile, arancione chiaro
quasi trasparente,
si solleva
ogni tanto dolcemente
al venticello
delle cinque del pomeriggio-
da lì la luce si irradia
sul muro incavato
della finestra-
le braccia del Cristo morto
sono due sottili e lunghi
tronchi secchi-
sotto li lui
la Madonna dorata di vita e luce-
da lei la luce rimbalza, si estende
sul muro vicino
dietro l'altare di pietra-
ho spesso sperato
di vedere le braccia
di un Cristo di legno
muoversi




postato da: Ljubas alle ore 17:44 | link | commenti
categorie: poesia, maremma, roccalbegna