vorrei disfarmi di tutti i libri-
di tutti i Dharma,
insegnamenti e parole-
vorrei guardare
alla stanza della mia vita
e vedere quattro pareti bianche
e scaffali vuoti-
al centro di questa stanza
vorrei sentire come ora
il rintocco della campana
Al risveglio
al risveglio
la prima attenzione
al respiro
porta
un'onda di mare
alta, blu, bella
dipinta
in movimento
innaturale
immaginata-
non è un ricordo
Notte
sagome nere
e stelle-poche-
lucenti in un cielo nero-
una stella grande, gialla
all'altezza del mio sguardo
splende
come mi guardasse,
guardasse proprio me-
empaticamente-
forse è così,
è rivolta a me
questa luce gialla
calda nel buio
finalmente fresco
delle quattro appena rintoccate
da una campana
dura, antica
suonata
da un qualche fantasma
insonne-
il cane sotto le stelle-
sagoma nera
tra sagome nere-
respira forte-
aleatorio l'alberello
davanti ad un lampione pallido-
unica cosa chiara
di questo
nero mattutino
ombra, nube, vento
c'è un'ombra-
come un ladro agisce di sbieco
tra i mattoni rossi
e i rami tozzi e bassi
del melograno-
si muove furtiva e si nasconde
come volesse prenderti alle spalle-
in alto
bianche nubi di pioggia
elettriche e tuonanti
fuggono il cielo-
il vento soffia libero
come in un giardino
da tempo abbandonato
Bruma di Luglio
densa una bruma bianca
incollata al campo di grano
appena mietuto-
all'orizzonte
una luce gialla, rossa
sfuma senza stupore-
cerco il buio, il sonno,
la pace-
forse la fine
di questa inutile scrittura
Notte e suoni
ritmica voce dell'uccello notturno-
è un voltar pagina
un segnale
un cifrario-
s'interrompe, riprende
ma più lento e lontano-
legnoso perde il ritmo,
tentenna, forse è stanco-
lontano l'orizzonte
è una laguna chiara-
vicino un camion sbuffa-
nubi copron le stelle,
due riappaiono
simmetriche, vicine,
più in alto un'altra-
la luce all'orizzonte diventa cupa
marrone come fosse terra di Marte-
un lungo intenso sospiro
e il camion tace
forse
forse la pace
è voltar le spalle
a un'alba radiosa

Il ct-up fu inventato da Brion Gysin e utilizzato moltissimo da William Burroughs nelle sue opere; si tratta di tagliare con le forbici in quattro parti un proprio o altrui testo e rimontarlo in maniera diversa; i risultati possono essere interessanti; Burroughs fece delle riflessioni interessanti a proposito del cut-up, affermando che tutto è cut-up, anche la mente umana, che tutto in pratica è montaggio; questo era accaduto anche prima nella pittura con il collage, e è accaduto dopo con la fotografia e il cinema.
Qui ho preso una mia poesia, l'ho tagliata in quattro parti e l'ho rimontata con i seguenti risultati
Perdere tutti i miti (poesia originaria)
1
perdere tutti i miti
solo guardare
il mutevole cielo
di quest'alba radiosa
visibile legge del mutamento-
vorrei zittire
il mattutino canto-
che ci fosse solo
questo cielo lento, mutevole
e io lì con lui accanto
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Solo guardare il mattutino
2
solo guardare il mattutino, quest'alba-
che ci fosse solo
questa legge del cielo
lento mutevole zittire
e io con lui perdere tutti i miti-
canto il mutevole cielo
questo radioso, visibile
mutamento vorrei accanto
------------------------
Canto perdere tutti i miti
3
Canto perdere tutti i miti,
questo il mutevole cielo
e radioso visibile
gli è accanto mutamento-
vorrei il mattutino
guardare che ci fosse solo quest'alba-
cielo lento
mutevole legge
e io lì con lui zittire
--------------------------
l mattutino canto
4
il mattutino canto
che ci fosse solo questo,
cielo lento mutevole
e io lì con lui accanto-
solo guardare
perdere tutti i miti
quest'alba, il mutevole cielo di legge
radioso visibile zittire-
mutamento vorrei