SPRING FOR SUMMERS
in memory of
GREG SUMMERS
25.10.06 - 25.10.08
Had there been falsehood in my breast
No thorns had marred my road
This spirit had no lost its rest
These tears had never flowed.
(Emily Brontë)
Se il mio cuore avesse conosciuto la falsità
non una spina avrebbe turbato la mia strada
il mio spirito non avrebbe perduto il riposo
non avrei versato queste lacrime.
(Emily Brontë)
L’antica prigione
È un’antica prigione
un fossile stretto nel marmo,
nell’acciaio-
un essere primordiale
arcaico
inattaccabile
indistruttibile-
sopravvissuto
alle ere
alle geografie
alle geologie
al turbine del tempo-
alle maree
tifoni, tzunami-
alla bomba della compassione,
dell’amore,
dell’attenzione-
alla devozione ai maestri
ai loro molteplici insegnamenti
ai libri di Dharma
ai colloqui individuali
alle chiacchiere coi Sangha
di qui e di là-
alla dolcezza alcune volte
nell’ empatia
nella connessione spirituale-
di cosa parlo?
del mio Ego, naturalmente
Volentieri ospito nel blog questa poesia del poeta Maurizio Mattarelli
In questa notte
In questa notte lenta
ti bacio lì dove ali
potrebbero spuntare
e portarti
oltre terre comuni.
Ti sfioro lì dove pinne veloci
potrebbero farti guizzare
in acque nuove e profonde.
In questa notte altra
ti guardo mentre la mano
sposta le lacrime ai bordi del viso.
E ti sogno
dove l’ampolla si infrange
e tu bevi silente
il limo filtrato
delle tue tempeste.

Ortus conclusus
Siedo e ascolto
mentre là fuori sparano
perché è giovedì
e sono le 9,41
sparano
fanno proprio PAM! PAM!-
come in quei
vecchi ingenui fumetti-
sono spari veri invece
e fanno lo stesso PAM! PAM! –
hanno rotto pelle, carne
cuori-
là dove si va a passeggiare
sotto l’argine
o sull’argine
dove il cane
annusa
dove io guardo, odo
annuso e scrivo-
qui si cinguetta tranquilli-
ortus conclusus
Neal e la nostalgia del passato
Improvvisazione su musica di Ludovico Einaudi, Le onde
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La nostalgia, la nostalgia ma anche il rimpianto delle persone
oh solo delle persone solo delle persone, che non conosco più che non vedo più
Jack e Allen e Ken e anche William che non mi ha mai potuto vedere
e anche tutti gli altri che non mi hanno mai potuto vedere -
delle persone dai che lo sai che si ha solo nostalgia delle persone
non penso che umanamente possa essere diverso da così,
non può essere diverso da così anche per Neal non è diverso da così
in questo deserto bianco che assomiglia tanto all’anticamera della morte
una specie di deserto – ospedale
sì sì deve essere un ospedale un ospedale bianco
dove si va a morire quando non si ha più niente da dire
e non si hanno più amici
per amici intendo quelli che ti danno attenzione e a cui dai attenzione
qui in questo deserto bianco nessuno mi dà più attenzione
e non c’è più nessuno a cui dare attenzione
povero povero me povero Neal povero Neal
che non ha più nessuno nessuno solo se stesso se stesso -
solo se stesso non basta
dove siete amici di un tempo e voi nemici di un tempo
dove siete dove siete dove siete dove siete tutti?
Ditemelo e fatevi vedere almeno per un ultima volta.
Quest'anno parte per la prima volta un Corso di Filosofia e Scienze Umane all'Università Popolare di Ferrara, presso l'Istituto per Geometri "G.B.Aleotti". Il giorno sarà definito questa settimana (probabilmente sarà lunedì o mercoledì) mentre l'orario è già stato stabilito: dalle 17.00 alle 19.00.
Tutti i corsi dell'Università Popolare, la cui lista è consultabile sul sito www.lunipop.org, inizieranno Lunedì 3 novembre. Le iscrizioni sono aperte esclusivamente dal 27 al 31 ottobre, dalle 16.30 alle 19.00 presso L'Ist. Aleotti. Poiché il Corso parte solo al raggiungimento di almeno 15 partecipanti è opportuno iscriversi nei giorni indicati.
Per qualsiasi chiarimento: Cinzia Romagnoli 335 5618844
Ferrara Festival della Rivista Internazionale
Sala Borsa
Asia. Il Tibet prega per la Cina
Incontro con Yu Hua scrittore cinese e
Ghesce Tenzin Tenphel lama tibetano (Istituto Lama Tzong Khapa, Pomaia, Pi)
Il Lama Tenzin Tenphel
Il Lama Tenzin Tenphel e lo scrittore cinese
Yu Hua
io e Il Lama Tenzin Tenphel
A stomaco vuoto
Una ragazza
bella, giovane, vincente
fischia in mezzo a due maschi adulti-
una donna un po’ anzianotta
con una minigonna grigia
gambe rosse
impressionanti, malate
arranca zoppicando-
una giovane mesciata
vuol convincerlo
che il marito la tradisce-
io cammino
col mio pacco giallo
di speranze-
bei tipi, brutti tipi
tette di fuori e no-
quanta gente mangia fuori all’una-
certi però mangiano
dal cartoccio argentato-
un monumento
un maglione bianco
un odore dolce
pulito da parrucchiere-
uno che t’assomiglia
è tuo fratello?-
non è vero che son tutti vecchi
non è vero che son tutti tristi
ma certi sì-
c’è una tutta grigia in faccia
due poverine mangiano insalata e smog-
una è diffidente
un altro è spaesato-
una parla con la mamma al cellulare
e la odia-
nella vetrina capre, mani lunghe
piedi piccoli-
c’è la borsa argentata-
odore di ragù per tutto il portico-
“ a meno che non vada al Pam…”
armonie naturali-
“ ciaaaao”