un blog di poesia e prosa spontanea

"Non ho nemmeno un seme quando comincio. E' come partire da zero" Keith Jarrett

Chi sono

Utente: Ljubas
Nome: Dianella Bardelli
amo scrivere haiku, poesie e romanzi ; mi piace molto scrivere testi d'improvvisazione e di prosa e poesia spontanea; i miei scrittori preferiti sono , Kerouac eDostoevskji ; al momento i miei poeti preferiti sono Baudelaire e Rimbaud, Whitman, Ginsberg; ho pubblicato presso l'editore Raffaelli di Rimini una raccolta di poesie dal titolo: " Vado a caccia di sguardi"; presso l'editore Giraldi di Bologna è uscito un mio romanzo da titolo " Vicini ma da lontano"

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martedì, 27 febbraio 2007

alba

è un bosco che suona
quel che chiama al mattino-
come un serpente piccolo a sonagli
sul ramo più spoglio qualcuno canta poi tace-
l'aria porta quel profumo che non è solo di terra
è terra viva che respira e striscia
che ha vegliato, aspettato, sperato
senz' ombre che passino furtive.
Laggiù è il macero nascosto-
l'acqua l'immagino silente-
son spettatore di qualcosa
che non capisco ma amo

postato da: Ljubas alle ore 07:05 | link | commenti
categorie: vita, alba, improvvisazione di poesia sponta
domenica, 25 febbraio 2007

primo mattino

l'aria che sposta i capelli ai vivi e ai morti-che fa respirare l'anatre che gorgheggiano
e le galline che fanno in questo istante l'uovo- che fa rabbrividire la sedia umida della notte-
che irrigidisce e fa duri i muscoli, ma rende leggera la mente e quieta-
adesso l'aria mi porti pure via oltre la morte.

postato da: Ljubas alle ore 18:11 | link | commenti
categorie: inverno, morte, mattino, nebbia, prosa spontanea
venerdì, 16 febbraio 2007

tempo perso 1

c'è una voce talvolta-
parla male di me
e scova stati noioso
che s'aspetta solo che passino-
intanto volteggio di qua e di là-
che fare infine del tempo perso?
perciò scrivo
come faceva Kerouac
perchè non ho altro da fare
e mi annoio

postato da: Ljubas alle ore 17:54 | link | commenti
categorie: tempo perso, improvvisazione di poesia sponta
mercoledì, 14 febbraio 2007

Il cespuglio

com'era il cespuglio? Argentato-veloce argentato-
argento vivo-calamitato-brunito-lucido-in movimento-non l'avresti detto bagnato di pioggia-l'avresti detto un'alga in fondo al mare nero che si dondola e danza tra i flutti della notte-oppure un nastro arrotolato, in balia del vento-un nastro di pellicola fotografica buttato in aria nel vento nero della notte oppure ben piantato a qualcosa che l' àncora d una parte e lo lascia libero fluttuare dall'altra-
mi incanto ancora a guardarlo, come guardassi un simpatico marziano lucido argentato che stia lì semplicemente a vivere- senza contatti-senza saluti-sta lì finchè l'argento nons'asciughi, diventi opaco- invecchi-si macchi o faccia ruggine che è il contrario dell'argento vivo colorato.
Non si piegano le foglie del cespuglio-marziano-son di metallo, son di fluttuante mercurio.
Il mercurio-cespuglio-
il marziano cespuglio-
l'argento cespuglio-
spero dunque d'aver dato alla fine un'idea precisa-imprecisa ma non approssimativa di un semplice cespuglio spendente dipioggia.

postato da: Ljubas alle ore 07:53 | link | commenti
categorie: inverno, pioggia, prosa spontanea, cespuglio
lunedì, 12 febbraio 2007

la veglia
è blu l'alba
ma subito schiarisce-
pallido azzurro che vorrei fermare-
pochi contorni- sbiaditi-sfumati-
dove il grand'albero è un fiore giallo
e l'aria fredda porta il gemito d'un gallo-
tutto schiarisce
ma risplende d'azzurro-
di marzapane i muri delle case-
gli alberi son di farina dolce-
il cielo è un candito
indaco è il suo colore-
immersi nella poesia
si veglia meglio

postato da: Ljubas alle ore 17:47 | link | commenti
categorie: inverno, alba, improvvisazione di poesia sponta
sabato, 10 febbraio 2007

non cerco le storie

non cerco le storie e neanche loro cercano me-cerco i segni, proprio i segni grafici, le lettere con cui si scrivono le parole.Perchè come si fa a scrivere oggi una storia, come si fa, dico, a scrivere una storia che abbia un minimo di continuità e uno o più spazi in cui accadere? Non vi siete mica accorti che succede una cosa qui e una là? Ci si incontra qui e poi più ma forse di nuovo- ci si mandano messaggi e baci, ma vere storie umane o anche animali- ma anche vegetali- quelle non ci sono più.
Così scrivo lettere-segni-parole finchè il polso non si è stancato.
Ecco ora smetto perchè si è stancato.

postato da: Ljubas alle ore 10:21 | link | commenti (4)
categorie: scrivere, prosa spontanea
giovedì, 08 febbraio 2007

cosa si perde

cos'ho perso
dopo l'ultimo sguardo distolto?
cos'ho perso?
Un cielo azzurro,
ma non splendente
come nel pomeriggio-
quell'azzurro
era come quello dell'alba-
per intenderci.
ora è grigio
e intorno l'aria è già nera-
nei contorni
della casa rossa di fronte-
nera negli alberi-
nera laggiù nel fienile
dopo la casa
e prima dei campi.
il fienile: ha quella bocca grande
nera che ti domandi
cosa nasconde?
ragni?, topi; tane?
o gente solitaria
che va lì a pensare?

postato da: Ljubas alle ore 17:44 | link | commenti
categorie: inverno, tramonto, improvvisazione di poesia sponta
martedì, 06 febbraio 2007

falchi

 

Falchi della pianura -

della pianura secca invernale grigia-

 stoppie- un mar di stoppie

 poca terra arata lavorata migliorata

 dalle macchine dalla fatica dalle braccia-

falchi della pianura

dormono sopra fili sospesi, il capo di lato abbandonato

oppure hanno  grand’ali nere –

volano sopra la terra

come avvoltoi in cerca di cibo:

vermi, piccoli animali che la terra sputa-

non dico che vorrei essere  proprio un falco-

ma almeno per un’ora sì
postato da: Ljubas alle ore 16:29 | link | commenti
categorie: inverno, pianura, falchi, improvvisazione di poesia sponta
domenica, 04 febbraio 2007

L'IO

sono il portavoce di uno Spirito che non mi appartiene- appena adesso
ho parlato di vita-ecco- sono il portavoce di uno Spirito che non mi appartiene-
lo Spirito non sono "io"- io sono le corde vocali-un pezzo di cervello.
Se la guardi così è tutta da ridere perchè non c'è nessuno che nasce e muore
ma c'è lo Spirito, che come un'ape insaziabile va di fiore in fiore- e così si nasce
e si muore- non c'è F. che è morto, perchè la vita fa così, va di fiore in fiore.
Non è un vero, totale conforto, ma almeno è un inizio.

postato da: Ljubas alle ore 17:32 | link | commenti (2)
categorie: vita, spirito, morte, prosa spontanea, io